Hai firmato un contratto energia "indicizzato al PUN" o "indicizzato al PSV" senza capire bene cosa significasse? Non sei l'unico. Questi acronimi compaiono in quasi tutti i contratti del mercato libero, eppure pochissimi clienti sanno cosa sono davvero — e soprattutto quando convengono e quando no.

In questa guida ti spiego tutto quello che devi sapere su PUN e PSV: cosa sono, come vengono calcolati, come finiscono sulla tua bolletta e come puoi usare queste informazioni per scegliere meglio il tuo contratto.

Cos'è il PUN — Prezzo Unico Nazionale

Il PUN (Prezzo Unico Nazionale) è il prezzo di riferimento dell'energia elettrica sul mercato all'ingrosso italiano. Viene determinato ogni giorno sul Mercato del Giorno Prima (MGP), gestito da GME (Gestore dei Mercati Energetici), come media ponderata dei prezzi di tutte le transazioni orarie.

In pratica: ogni giorno, i grandi produttori e i fornitori di energia si incontrano in un mercato virtuale e negoziano il prezzo dell'elettricità ora per ora. Il PUN è la media nazionale di queste transazioni.

Come funziona il MGP

Il Mercato del Giorno Prima opera così:

  1. Ogni giorno entro le 12:00, i produttori presentano le loro offerte di vendita per il giorno successivo (ora per ora)
  2. I fornitori presentano le loro offerte di acquisto
  3. Il sistema abbina domanda e offerta e determina un prezzo di equilibrio per ogni ora
  4. La media ponderata di questi prezzi orari forma il PUN giornaliero
  5. Il PUN mensile che compare in bolletta è la media dei PUN giornalieri del mese
ℹ️ Da sapere

Il PUN è pubblicato ogni giorno sul sito di GME (mercatoelettrico.org) e su molti siti di settore. Puoi controllarlo liberamente — e io lo monitoro ogni settimana per i miei clienti con tariffe indicizzate.

Cosa fa muovere il PUN?

Il PUN non è stabile. Oscilla in base a molteplici fattori:

Impatto sul PUN — Fattori principali
Prezzo del gas naturale~45%
Produzione rinnovabile~25%
Domanda (temperatura/stagionalità)~20%
Import/export europeo~10%

Cos'è il PSV — Punto di Scambio Virtuale

Il PSV (Punto di Scambio Virtuale) è l'equivalente del PUN per il gas naturale. È il prezzo di riferimento del gas sul mercato all'ingrosso italiano, determinato sulla piattaforma di trading gestita da Snam Rete Gas.

Il nome "punto di scambio virtuale" indica che non è un luogo fisico, ma un nodo logico della rete di trasporto del gas dove avvengono le transazioni tra operatori. Dal 2010 è il benchmark principale per i contratti gas in Italia.

PSV vs TTF: qual è la differenza?

Probabilmente hai sentito parlare anche del TTF (Title Transfer Facility), che è il principale hub del gas europeo (olandese). In Italia si usano entrambi:

Indice Hub Usato per Volatilità
PSV Italia (Snam) Contratti residenziali e PMI italiani Medio-alta
TTF Olanda (Gasunie) Grandi industrie, riferimento europeo Alta

I contratti gas per famiglie e piccole imprese in Italia usano quasi sempre il PSV come riferimento. Il TTF è più comune nei contratti per grandi clienti industriali.

Come PUN e PSV entrano nella tua bolletta

Quando firmi un contratto "indicizzato al PUN" (per la luce) o "indicizzato al PSV" (per il gas), il prezzo che paghi ogni mese per l'energia cambia in base ai valori medi del mese precedente.

La formula tipica è:

Prezzo finale (€/kWh) = PUN mensile + spread del fornitore + oneri fissi

Esempio pratico: se il PUN di gennaio è stato 0,12 €/kWh e il tuo fornitore applica uno spread di 0,015 €/kWh, pagherai 0,135 €/kWh per l'energia di gennaio (a cui si aggiungono trasporto, oneri di sistema e imposte).

⚠️ Occhio agli spread nascosti

Il margine del fornitore si chiama "spread" o "mark-up" e può variare da 0,005 a 0,03+ €/kWh. È qui che i fornitori fanno la differenza — e dove io trovo i risparmi per i miei clienti. Uno spread di 0,02 €/kWh su 3.000 kWh/anno significa €60 di differenza.

Tariffa indicizzata vs tariffa fissa: quando conviene cosa

La domanda che mi viene posta più spesso. Non esiste una risposta universale — dipende dal momento e dalle tue esigenze. Ecco come ragiono io:

Scenario Tariffa fissa Tariffa indicizzata
PUN/PSV in calo ❌ Paghi di più ✅ Risparmi subito
PUN/PSV in salita ✅ Sei protetto ❌ La bolletta sale
Mercato molto volatile ✅ Prevedibilità ❌ Rischio alto
Piccola utenza (casa) Dipende dal periodo Dipende dal periodo
Grande utenza (azienda) Utile per budget Utile se mercato scende

"Nel 2022, con il PUN che ha toccato picchi di 0,50 €/kWh, chi aveva una tariffa fissa a 0,18 €/kWh ha risparmiato centinaia di euro. Nel 2023 la situazione si è invertita. Il tempismo è tutto — e per averlo serve monitorare il mercato costantemente."

— Lorenzo Nucci, Broker Energetico

Come monitoro PUN e PSV per i miei clienti

Come broker, uno dei servizi più importanti che offro è il monitoraggio continuo degli indici di mercato. In pratica:

Non è un'attività che un privato o un piccolo imprenditore ha il tempo di fare. Ed è esattamente per questo che esiste la figura del broker energetico — che tra l'altro non ti costa nulla: siamo pagati dai fornitori quando ti facciamo risparmiare.

💡 Regola pratica

Se non hai tempo di monitorare il mercato, una tariffa fissa su 12 mesi ti dà tranquillità e prevedibilità. Se sei disposto a fare un po' di ottimizzazione attiva (o delegarla a me), una tariffa indicizzata con spread basso può convenire di più nel medio periodo.

Come leggere il PUN sulla tua bolletta

Se hai una tariffa indicizzata, in bolletta troverai di solito:

Se questi dati non sono esplicitati in modo chiaro, o se lo spread non è trasparente, è un segnale che il contratto non è ottimale — e che conviene fare un confronto.

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