Hai firmato un contratto energia "indicizzato al PUN" o "indicizzato al PSV" senza capire bene cosa significasse? Non sei l'unico. Questi acronimi compaiono in quasi tutti i contratti del mercato libero, eppure pochissimi clienti sanno cosa sono davvero — e soprattutto quando convengono e quando no.
In questa guida ti spiego tutto quello che devi sapere su PUN e PSV: cosa sono, come vengono calcolati, come finiscono sulla tua bolletta e come puoi usare queste informazioni per scegliere meglio il tuo contratto.
Cos'è il PUN — Prezzo Unico Nazionale
Il PUN (Prezzo Unico Nazionale) è il prezzo di riferimento dell'energia elettrica sul mercato all'ingrosso italiano. Viene determinato ogni giorno sul Mercato del Giorno Prima (MGP), gestito da GME (Gestore dei Mercati Energetici), come media ponderata dei prezzi di tutte le transazioni orarie.
In pratica: ogni giorno, i grandi produttori e i fornitori di energia si incontrano in un mercato virtuale e negoziano il prezzo dell'elettricità ora per ora. Il PUN è la media nazionale di queste transazioni.
Come funziona il MGP
Il Mercato del Giorno Prima opera così:
- Ogni giorno entro le 12:00, i produttori presentano le loro offerte di vendita per il giorno successivo (ora per ora)
- I fornitori presentano le loro offerte di acquisto
- Il sistema abbina domanda e offerta e determina un prezzo di equilibrio per ogni ora
- La media ponderata di questi prezzi orari forma il PUN giornaliero
- Il PUN mensile che compare in bolletta è la media dei PUN giornalieri del mese
Il PUN è pubblicato ogni giorno sul sito di GME (mercatoelettrico.org) e su molti siti di settore. Puoi controllarlo liberamente — e io lo monitoro ogni settimana per i miei clienti con tariffe indicizzate.
Cosa fa muovere il PUN?
Il PUN non è stabile. Oscilla in base a molteplici fattori:
- Produzione rinnovabile: quando c'è molto sole e vento, l'elettricità rinnovabile (a costo marginale zero) abbassa i prezzi. Nelle giornate grigie e senza vento, i prezzi salgono.
- Temperatura: le ondate di caldo aumentano la domanda di aria condizionata, le ondate di freddo quella di riscaldamento elettrico.
- Prezzo del gas: molte centrali termoelettriche usano il gas per produrre elettricità. Se il gas costa di più, il PUN sale.
- Interconnessioni estere: l'Italia importa elettricità da Francia, Svizzera e Austria. Quando i prezzi europei scendono, il PUN tende a scendere.
- Crisi geopolitiche: come abbiamo visto nel 2022, eventi politici possono far schizzare i prezzi energetici in pochi giorni.
Cos'è il PSV — Punto di Scambio Virtuale
Il PSV (Punto di Scambio Virtuale) è l'equivalente del PUN per il gas naturale. È il prezzo di riferimento del gas sul mercato all'ingrosso italiano, determinato sulla piattaforma di trading gestita da Snam Rete Gas.
Il nome "punto di scambio virtuale" indica che non è un luogo fisico, ma un nodo logico della rete di trasporto del gas dove avvengono le transazioni tra operatori. Dal 2010 è il benchmark principale per i contratti gas in Italia.
PSV vs TTF: qual è la differenza?
Probabilmente hai sentito parlare anche del TTF (Title Transfer Facility), che è il principale hub del gas europeo (olandese). In Italia si usano entrambi:
| Indice | Hub | Usato per | Volatilità |
|---|---|---|---|
| PSV | Italia (Snam) | Contratti residenziali e PMI italiani | Medio-alta |
| TTF | Olanda (Gasunie) | Grandi industrie, riferimento europeo | Alta |
I contratti gas per famiglie e piccole imprese in Italia usano quasi sempre il PSV come riferimento. Il TTF è più comune nei contratti per grandi clienti industriali.
Come PUN e PSV entrano nella tua bolletta
Quando firmi un contratto "indicizzato al PUN" (per la luce) o "indicizzato al PSV" (per il gas), il prezzo che paghi ogni mese per l'energia cambia in base ai valori medi del mese precedente.
La formula tipica è:
Esempio pratico: se il PUN di gennaio è stato 0,12 €/kWh e il tuo fornitore applica uno spread di 0,015 €/kWh, pagherai 0,135 €/kWh per l'energia di gennaio (a cui si aggiungono trasporto, oneri di sistema e imposte).
Il margine del fornitore si chiama "spread" o "mark-up" e può variare da 0,005 a 0,03+ €/kWh. È qui che i fornitori fanno la differenza — e dove io trovo i risparmi per i miei clienti. Uno spread di 0,02 €/kWh su 3.000 kWh/anno significa €60 di differenza.
Tariffa indicizzata vs tariffa fissa: quando conviene cosa
La domanda che mi viene posta più spesso. Non esiste una risposta universale — dipende dal momento e dalle tue esigenze. Ecco come ragiono io:
| Scenario | Tariffa fissa | Tariffa indicizzata |
|---|---|---|
| PUN/PSV in calo | ❌ Paghi di più | ✅ Risparmi subito |
| PUN/PSV in salita | ✅ Sei protetto | ❌ La bolletta sale |
| Mercato molto volatile | ✅ Prevedibilità | ❌ Rischio alto |
| Piccola utenza (casa) | Dipende dal periodo | Dipende dal periodo |
| Grande utenza (azienda) | Utile per budget | Utile se mercato scende |
"Nel 2022, con il PUN che ha toccato picchi di 0,50 €/kWh, chi aveva una tariffa fissa a 0,18 €/kWh ha risparmiato centinaia di euro. Nel 2023 la situazione si è invertita. Il tempismo è tutto — e per averlo serve monitorare il mercato costantemente."
— Lorenzo Nucci, Broker Energetico
Come monitoro PUN e PSV per i miei clienti
Come broker, uno dei servizi più importanti che offro è il monitoraggio continuo degli indici di mercato. In pratica:
- Seguo le tendenze settimanali di PUN e PSV
- Valuto le previsioni stagionali (inverno = più domanda gas, estate = più rinnovabili)
- Confronto le offerte dei fornitori tenendo conto degli spread applicati
- Consiglio ai clienti il momento migliore per bloccare un prezzo fisso o passare all'indicizzato
Non è un'attività che un privato o un piccolo imprenditore ha il tempo di fare. Ed è esattamente per questo che esiste la figura del broker energetico — che tra l'altro non ti costa nulla: siamo pagati dai fornitori quando ti facciamo risparmiare.
Se non hai tempo di monitorare il mercato, una tariffa fissa su 12 mesi ti dà tranquillità e prevedibilità. Se sei disposto a fare un po' di ottimizzazione attiva (o delegarla a me), una tariffa indicizzata con spread basso può convenire di più nel medio periodo.
Come leggere il PUN sulla tua bolletta
Se hai una tariffa indicizzata, in bolletta troverai di solito:
- Il valore del PUN (o PSV) applicato per il periodo di fatturazione
- Lo spread del fornitore (a volte nascosto nella quota di commercializzazione)
- Il prezzo finale risultante in €/kWh o €/Smc (standard metro cubo, per il gas)
Se questi dati non sono esplicitati in modo chiaro, o se lo spread non è trasparente, è un segnale che il contratto non è ottimale — e che conviene fare un confronto.
Vuoi sapere se il tuo contratto è davvero conveniente?
Mandami il tuo contratto o la tua bolletta. In 24 ore ti dico se lo spread applicato è competitivo e se conviene cambiare.
Verifica il tuo Contratto